Carlotta Gandini

Carlotta Gandini

“…le uniche che sogno di guidare sono le mie.”

Ho avuto la fortuna di nascere e crescere nel mondo delle moto d’epoca, mio padre ha iniziato a coltivare la sua passione per queste moto verso la fine degli anni ’80 ed io, essendo nata nel 1994 sono arrivata nel pieno dello sviluppo di questa passione! I primi miei approcci con queste moto furono dei giri nelle campagne, appoggiata al rosso serbatoio del Gilera Saturno, ancora in nostro possesso. La mia infanzia è stata poi costellata da gite ed escursioni per il Lago di Garda e le montagne Veronesi, in sella del Gilera Valvole Laterali del 1934 su cui, a volte, dopo qualche bella mangiata, mi sono anche addormentata! 

Come si potrà notare dalle moto citate il mio marchio di riferimento è Gilera, ma semplicemente perché per me significano famiglia, sono cresciuta con attorno questi motori, questi telai, di cui ho sempre ammirato la lineare meccanica ed il design semplice ed impeccabile. 

Ho anche uno strano debole per le moto da Cross e Regolarità degli anni ’70. Posseggo infatti un Caballero tx 96 del 1973 con cui mi diverto un mondo a girare per i boschi e per i campi!

È triste come la passione delle moto d’epoca sia vista come un hobby per pochi, irraggiungibile, quando invece, ci sono modelli e budget per tutte le tasche, basta solo avere passione… proprio per questo motivo non rifletto molto sul valore e sull’aspetto “di investimento” che può avere una moto, ma la vedo più come un oggetto a cui affezionarsi e con cui vivere avventure. 

Ed è proprio questo, io credo, che assicura un valore ad un mezzo, ciò che racconta, la sua storia e dei suoi proprietari!

Personalmente non credo che le moto moderne abbiano il potenziale di diventare quello che le moto d’epoca sono per noi oggi. Una volta ogni modello era una scoperta e riscoperta dei limiti della meccanica e delle capacità dell’uomo, ogni pezzo era curato e controllato da mani sapienti e ogni lavoratore metteva la sua anima dentro ogni pezzo che componeva le nostre motociclette… ma certo, io sono un po’ di parte in questi ragionamenti!

Non ho una lista di moto “da guidare”, le uniche che sogno di guidare sono le mie, e mi reputo molto fortunata di ciò e di poter condividere la passione con mio padre (che mi permette di guidare anche i suoi mezzi)… nonostante non senta la necessità di guidare altre moto al di fuori delle mie, sento la necessità di imparare, in continuazione, perché di moto d’epoca ce ne sono tantissime e ogni carter aperto cela un segreto!

L’Italia è grande e meravigliosa, abbiamo qualsiasi tipo di strada: mare, laghi, colline, su e giù per le montagne… i miei luoghi preferiti sono sicuramente le strade che percorrono più spesso. A seconda di ciò che si vuole fare consiglio, per un giro rilassante le colline moreniche del Lago Di Garda, per strade in salita in cui si impara a gestire l’anticipo e la coppia della moto le strade della Lessinia con le loro pendenze e per imparare a gestire la propria moto tra tornati e frenate, sicuramente la strada della Cisa… tutti percorsi da fare con gli amici!

Avvicinarsi al mondo delle moto d’epoca è un’esperienza unica, che vi farà conoscere persone interessanti e storie ammalianti, il mio consiglio, per iniziare è quello di provare una moto anni 50.  La meccanica di questo periodo è perfetta per iniziare, molto più semplice e lineare di quella anni 30 e magari iniziate con una cilindrata tipo 150 o 175, che vi permetta di capire, in sicurezza come gestire le frenate, i baricentri e… la manutenzione. 

Pronti a sporcarvi le mani!

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tutte le foto sono state concesse da Carlotta Gandini e le potete trovare insieme a tante atre sulle pagine social indicate.

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