Benedetta Marazzi

Benedetta Marazzi

Fondatrice di The Sertumist

Mi chiamo Benedetta e sono una pubblicitaria che vive a Milano, ma da qualche anno sono innamorata di una motocicletta d’epoca che tengo nel parmense, dove sono cresciuta. Con la mia Sertum 250 VL del 1950 di nome Mina, viaggio nel passato a caccia di storie ed emozioni che non devono andare nel dimenticatoio, come ha rischiato di fare la mia moto. 

Quattro anni fa, quando ho puntato gli occhi in quell’angolo buio del garage, non immaginavo cosa sarebbe accaduto. Sapevo che c’era una vecchia motocicletta, dimenticata da decenni da tutta la famiglia e nascosta da mille cianfrusaglie. Sapevo che la usava mio padre, nei primi anni Settanta. Avevo visto delle fotografie dove era in giro con mia madre. La moto gli era stata regalata da un parente, Domenico Miccoli. Quando mio padre la ereditò era già una moto “vecchia”. La verniciò due volte a pennello, prima arancione e poi nera. Cercò di ammodernarla a suo piacimento, giustamente, visto che servì a conquistare mia madre. Raggiunto quel successo la moto finì sepolta in garage e tutti se ne dimenticarono. Poi un bel giorno, chissà perché, ho deciso di ridarle vita. Mio padre cercò di dissuadermi per varie e valide ragioni. Ma quando ho riesumato la Sertum è stato un colpo di fulmine. Ho pensato “Se funzionava negli anni Cinquanta, funzionerà ancora”. Ho pazientato 2 anni per rimetterla in strada, tra trovare una persona affidabile che ci mettesse le mani e rifare i documenti. Ho impiegato un anno ad imparare ad accenderla. Poi ho cominciato a fare turismo e ho perso completamente la testa per lei: Mina ha fatto esplodere le mie emozioni.

QUALE MARCA TI HA COLPITO DI PIÙ? QUALI SONO I TRE MODELLI DI MOTO CHE PREFERISCI?

Ho sempre ignorato il mondo delle moto, figuriamoci d’epoca. Ma quando ho scoperto la mia Sertum in garage, non importava tanto la marca, il modello, il valore di mercato… Io volevo solo viaggiare nel tempo con lei. Le moto d’epoca funzionano come un flusso canalizzatore, anche se la mia Mina non lascia certo le strisce di fuoco sull’asfalto come la DeLorean. 

QUALE È STATO IL VEICOLO PIÙ STRANO CON CUI HAI AVUTO A CHE FARE?

Non ho mai guidato una moto diversa dalla mia, tranne una volta un KTM Duke 790. È stata una tragedia, con il cambio, i freni, le frecce… è stato stressante. Mina invece mi conosce bene, mi rilassa e mi sopporta sempre.

SECONDO TE QUAL È LA MOTO SU CUI PUNTARE IN QUESTI GIORNI? DI QUANTO PENSI CHE POSSA CRESCERE IL SUO VALORE NEI PROSSIMI ANNI?

Per me il valore di un mezzo è del tutto personale. Non esistono quotazioni, originalità e valutazioni giuste o sbagliate. Il valore di un mezzo d’epoca si misura solo con le proprie emozioni. E quelle nessuno le può giudicare, tranne se stessi.

QUALI SONO, SECONDO TE, LA MOTO PIÙ SOTTOVALUTATA E QUELLA PIÙ SOPRAVVALUTATA

La Sertum è una marca piuttosto sconosciuta e snobbata dai collezionisti. Eppure quel marchio ha una storia incredibile. È stata tra le marche di moto italiane più importanti tra gli anni Trenta e Cinquanta, pluripremiata nelle gare di regolarità internazionali come la Sei Giorni, ha prodotto grandi partite per il Regio Esercito e ha venduto dei lotti anche in Argentina. Ogni marchio e modello ha la sua storia. Il bello delle moto d’epoca è che non si finisce mai di imparare.

HAI NOTATO UN CAMBIO GENERAZIONALE NEL MONDO DELLE MOTO STORICHE?

In questo ambiente ci sono pochissimi giovani. Vorrei che i proprietari di moto di oggi portassero più spesso in giro i loro mezzi meravigliosi, invece di tenerli chiusi in garage, per farli conoscere a tutti. I giovani probabilmente non ne conoscono nemmeno l’esistenza e così non possono sognarne una.

COS’È PER TE ASSOLUTAMENTE UN “TABÙ” IN TEMA DI MOTO STORICHE?

Il grande tabù è che le moto d’epoca non siano mezzi affidabili. I proprietari pensano che si possa rompere questo, quello, quell’altro e si possa rimanere a piedi in qualsiasi momento. Negli ultimi due anni ho percorso con Mina oltre 10.000 km, senza che la moto sia mai stata revisionata. Quando qualcuno ha sollevato perplessità io ho sempre risposto: “La moto va, che problema c’è?”. Probabilmente la mia ignoranza mi ha preservata da qualsiasi pensiero negativo, sta di fatto che Mina mi ha portata in vacanza 6 volte e ho avuto pochissimi inconvenienti, velocemente risolvibili. Poi siamo nel 2019, tutti abbiamo il cellulare ed esiste il carroattrezzi, non credo proprio sia un problema rimanere a piedi oggi.

SECONDO TE, QUANTO INCIDE SUL VALORE DELLA MOTO, UN RESTAURO FATTO UTILIZZANDO PEZZI RICOSTRUITI PIUTTOSTO CHE PEZZI ORIGINALI?

Credo sia importante conoscere la storia della moto e rispettarla, in tutte le fasi della sua vita, da quando è nata a chi l’ha utilizzata successivamente. Un giorno ho visto una Guzzi Astore molto segnata sui parafanghi. Un collezionista avrebbe detto che la moto andava restaurata. Invece quei segni erano il risultato dell’utilizzo del mezzo per tre anni sulla Gardesana, quando il proprietario andava da Varese a Rovereto per corteggiare la donna che ha poi sposato. Quei segni sono la testimonianza di un amore che è sbocciato. A volte la ricerca dei pezzi originali diventa un’ossessione che ferma i lavori di restauro per anni. Questo processo non dovrebbe andare a discapito dell’obiettivo del mezzo: circolare per strada. Basterebbe essere onesti nello spiegare a chi vede la moto cos’è originale e cos’è modificato, senza paura di essere giudicati.

QUALI SONO SECONDO TE LE STRADE PIÙ BELLE DA GUIDARE CON UNA BELLA MOTO STORICA? CE N’È UNA IN PARTICOLARE CHE VUOI CONSIGLIARE AI NOSTRI LETTORI?

Con la mia Mina amo perdermi per strade provinciali, secondarie, defilate. Con lei tutte le strade sono una favola, ma la nostra preferita è quella che percorre la Val Baganza in provincia di Parma, da Calestano alla Cisa, e ritorno sulla Statale fino a Fornovo.

IN QUANTO RIDER ITALIAN CLASSIC TIRE, COSA TI SENTI DI VOLER CONSIGLIARE AD UNA PERSONA CHE SI AVVICINA OGGI AL MONDO DELLE MOTO STORICHE?

Credo che conoscere altri appassionati sia la risorsa migliore per coltivare il proprio interesse per le moto d’epoca. Queste persone sono individui fuori dall’ordinario, colti di Storia, di cultura sociale, arricchiti da esperienze individuali e familiari assolutamente uniche: sono un archivio vivente di racconti e aneddoti che tutti dovrebbero conoscere. In questo modo nascono anche amicizie con persone che sembrerebbero molto distanti da noi, eppure si rivelano molto vicine.

HAI UN CONSIGLIO COME PRIMA MOTO PER AVVICINARSI AL MONDO EPOCA?

Io penso sia una questione di istinto e di sentimento. Ciascuno si può identificare in un mezzo, anche una bici a rullo o uno scooter d’epoca non importa. Se la passione è vissuta in modo naturale, sarà destinata a crescere e a regalare grandi emozioni.

Puoi seguire le avventure di Benedetta e Mina su: https://www.facebook.com/thesertumist/ https://www.instagram.com/the_sertumist/

tutte le foto sono state concesse da Benedetta Marazzi e le potete trovare insieme a tante atre sulle pagine social indicate.

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